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Quali
sono le caratteristiche di un gruppo?
Le caratteristiche più importanti dei nostri gruppi
sono la spontaneità e la libertà: ogni partecipante
è libero di parlare o semplicemente di ascoltare,
e questa libertà, per noi, è un valore irrinunciabile.
Un’altra caratteristica è l’informalità.
Le riunioni avvengono, a rotazione, nella casa di uno dei
partecipanti e prevedono poche e semplici regole.
La durata degli incontri è solitamente di due ore
e ogni gruppo è composto da 5 fino a 8 partecipanti
a cui all’inizio si chiede di incontrarsi 3 volte
nell’arco di 3 settimane. E’ un impegno minimo
che riteniamo indispensabile affinché chi partecipa
possa esprimere una valutazione consapevole dell’esperienza
appena vissuta. Successivamente, infatti, ognuno è
chiamato a decidere liberamente se interromperla o proseguire.
I partecipanti, comprensibilmente, si impegnano inoltre
a garantire all’esterno del gruppo una ragionevole
riservatezza sui contenuti degli incontri.
E’ prevista, infine, la presenza di un “moderatore”,
un fratello cioè che abbia già partecipato
a una serie di incontri, che si assuma il compito di fornire
al gruppo, pur restando uno tra gli altri, gli stimoli e
gli indirizzi necessari allo scambio di esperienze.
Di cosa si parla?
L’oggetto della conversazione, più che i nostri
fratelli, siamo noi stessi in relazione alla loro condizione.
Le tematiche affrontate sono molte e sorprendentemente varie.
Si va dai problemi di convivenza - anche pratici - con la
disabilità del fratello, alle difficoltà ad
accettarlo e a farlo accettare agli altri, a quanto influisca
nella propria vita sentimentale o nelle scelte di studio
e di lavoro. Si parla anche di disagi forse meno evidenti,
ma non per questo secondari: molti di noi, ad esempio, hanno
avuto la possibilità di raccontare episodi dell’infanzia,
a volte dolorosi o imbarazzanti, trovando il coraggio di
farlo per la prima volta solo all’interno dei gruppi.
Infine, inevitabilmente, si parla spesso del futuro dei
nostri fratelli sia prima che dopo la scomparsa dei genitori.
A ciò si legano i discorsi sulla cosiddetta residenzialità
(“dove e con chi vivrà mio fratello”)
sempre più pressanti con l’aumentare dell’età.
In questo senso aderire ai gruppi ha significato per molti
di noi prendere coscienza serenamente ed in prima persona
della propria situazione familiare. E’ stato, insomma,
un modo per iniziare ad assumerci - liberamente! - le nostre
responsabilità sentendoci - finalmente! - un soggetto
attivo nella vita di nostra sorella o di nostro fratello.
Quali obiettivi si
propongono i partecipanti?
L’obiettivo fondamentale di un gruppo di auto mutuo aiuto
è quello di ricevere conforto raccontando la propria
esperienza e ascoltando quella di altri fratelli. Tutti
noi ne abbiamo tratto grande beneficio e lo dimostra il
fatto che siamo qui a parlarne. Oltre alle finalità
del singolo gruppo, infatti, si è creato col tempo
un bagaglio comune di conoscenze che rappresenta una solidarietà
di fondo a cui tutti noi sentiamo di poterci appoggiare.
Nei gruppi di autoaiuto, in sostanza, ci si dà sostegno
reciproco perché la disabilità è accettata
senza problemi. E questo, in qualche modo, ci aiuta a sentirci
meno soli, anche al di là degli incontri e del tempo
che ad essi viene dedicato.
modalità di avviamento di un gruppo di auto mutuo aiuto
Una testimonianza sui gruppi
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