Relazione
al Convegno “Convergenza e Coesione nella Società”
organizzato dal Canadian Disability Studies Association
(CDSA), 29-30 maggio 2004, Università di Manitoba,
Winnipeg, Canada.
di
Giulio Iraci
Signore
e signori,
buon pomeriggio. Mi chiamo Giulio Iraci, sono il fratello
di una persona con disabilità e precisamente di una
persona con sindrome di Down. Lo stesso vale per Luca Barone,
che siede qui accanto a me: anche lui è il fratello
di una persona con SD. Oggi noi rappresentiamo un gruppo
di sorelle e fratelli italiani di persone con disabilità
chiamato Gruppo Siblings. Prima di entrare nel dettaglio,
vi prego di lasciarmi ringraziare gli organizzatori di questo
convegno per aver dato al nostro gruppo l’opportunità
di essere qui oggi. Vorrei inoltre ringraziare Augusta Moletto,
Riziero Zucchi ed Enrico Barone per averci permesso di far
parte del panel italiano di questo convegno. Per noi infatti
si tratta di un traguardo importantissimo. Grazie infinite.
Il nostro poster, al quale
siete tutti gentilmente invitati a dare uno sguardo, contiene
un breve riassunto di ciò che vi sto per dire.
Il Gruppo Siblings è stato creato nel 1997 da sei
sorelle e fratelli di persone con SD e con il vitale sostegno
della Dott.ssa Anna Zambon Hobart. Lo scopo, allora come
oggi, era di offrire alle sorelle e ai fratelli di persone
con disabilità la possibilità di esprimere
se stessi condividendo e confrontando le loro esperienze
personali. Io ero uno di quei sei fratelli e ricordo nitidamente
l’emozione di trovarmi nella stessa stanza con dei
perfetti sconosciuti i quali, nondimeno, erano simili a
me per un “piccolo” dettaglio: erano tutti fratelli
di persone con SD. Già in quel primo incontro ci
raccontammo cose intime che nessuno di noi aveva mai confidato
al migliore amico, ai genitori e forse nemmeno a se stesso.
Avevamo appena creato un gruppo di auto aiuto, vale a dire
un gruppo informale di persone con lo stesso problema nel
quale ogni partecipante ha l’opportunità di
affrontarlo e, possibilmente, di risolverlo. Per la prima
volta riflettemmo su cosa significa avere un fratello con
disabilità, su quanto questa situazione avesse influenzato
la nostra vita, le nostre scelte (anche professionali) e
le nostre relazioni personali, e su quanto potesse condizionare
la nostra vita alla morte dei nostri genitori.
Negli ultimi anni il nostro gruppo è cresciuto: il
numero degli incontri e dei partecipanti è aumentato
considerevolmente e, sebbene la maggior parte di noi sia
legata alla SD, sono entrati nel gruppo sorelle e fratelli
di persone con altre disabilità, tra cui la schizofrenia
e la tetraparesi spastica. Ognuno di loro, ognuno di noi,
ha capito la profonda differenza tra il nostro ruolo di
sorelle e fratelli di persone con disabilità e quello
dei nostri genitori. Essere un fratello, un sibling, è
diverso dall’essere una madre o un padre. Ora siamo
consci del nostro diverso approccio nei confronti della
disabilità e del legame che unisce ognuno di noi
alla propria sorella o al proprio fratello.
Non siamo un’associazione, bensì un gruppo
spontaneo senza alcuna intermediazione da parte di genitori,
associazioni o enti. I membri del nostro gruppo sono liberi
di unirsi a noi ogni qual volta sentano il bisogno di farlo
e senza sentirsi in dovere di partecipare direttamente alle
nostre attività.
Due anni fa abbiamo creato una mailing list per tenerci
in contatto e scambiare informazioni e consigli. Dotarci
di uno spazio indipendente e autogestito in cui ogni sibling
ha l’opportunità di parlare di se stesso, in
relazione o no alla disabilità, è stato un
passo decisivo per la nostra crescita.
L’anno scorso abbiamo aperto un sito web (www.siblings.it)
che vorrei mostrarvi e che vi invito a visitare. Le pagine
del sito racchiudono tutto ciò che riguarda il nostro
gruppo: la nostra storia, le nostre attività, informazioni,
una bibliografia, i link di molte associazioni italiane
e straniere che si occupano di disabilità e, soprattutto,
“la nostra esperienza”. E’ lì che
custodiamo alcune delle nostre testimonianze più
toccanti selezionate fra più di 5000 e-mail giunte
alla nostra mailing list. Una di queste, “Caro Diario”,
è stata scritta da Luca ed egli è qui oggi
proprio per leggerla dinanzi a voi subito dopo il mio intervento.
Uno dei nostri più tenaci convincimenti è
che noi siblings vogliamo e dobbiamo essere considerati
soggetti attivi nelle questioni legate alla disabilità,
tenendo conto che, in fin dei conti, siamo le persone che
vivranno più a lungo con le nostre sorelle e i nostri
fratelli con disabilità. E’ ciò a cui
comunemente ci riferisce con l’espressione “dopo
di noi”, dove “noi” sta di solito per
“noi genitori”; è per questo che a noi
piace chiamarlo il “durante noi”.
Tuttavia, non dovete pensare che il Gruppo Siblings operi
in competizione o, peggio, in contrasto con i genitori.
Una delle nostre attività principali è proprio
quella di partecipare ad incontri con i genitori di persone
con disabilità per ascoltare le loro storie e rispondere
alle loro domande, le quali, generalmente, sono volte a
sapere da noi come comportarsi con i figli senza disabilità.
La nostra risposta più frequente, in questo caso,
è far sì che essi siano sempre una parte integrante
delle decisioni inerenti alla vita del loro fratello con
disabilità e non cercare mai di proteggerli da questioni
che presto o tardi dovranno conoscere. Io stesso ho preso
parte ad alcuni incontri con i genitori e vi posso assicurare
che è stata un’esperienza bella e preziosa.
Alcuni di noi sono o sono stati membri di organizzazioni
che si occupano di disabilità. Questo perché
riteniamo che quando è in gioco la disabilità
tutti debbano dare il proprio contributo secondo le proprie
possibilità; e quando dico tutti intendo dire tutti:
familiari, parenti, specialisti, assistenti sociali, educatori,
volontari, le istituzioni, la scuola, e così via.
Ecco perché un’altra attività di cui
siamo molto fieri è la collaborazione con L’Istituto
Superiore di Sanità per la scrittura delle nuove
Linee Guida per la Sindrome di Down a cui partecipano i
maggiori specialisti nei diversi settori medici e scientifici.
Vorrei infine ricordare che la crescita del nostro gruppo
è stata possibile anche grazie a due interviste apparse
su due periodici, “Grazia” e “Donna”,
e ovviamente alle nostre relazioni ai convegni.
Prima di dare la parola a Luca vorrei aggiungere soltanto
che la filosofia del nostro gruppo, in realtà, è
molto semplice ed è la seguente: 1) permettere alle
sorelle e ai fratelli di persone con disabilità di
condividere e confrontare la propria esperienza; 2) dare
sostegno alle famiglie di persone con disabilità.
A noi, e specialmente a me, non piacciono gli slogan. Tuttavia,
un fratello una volta ha detto la frase più rappresentativa
e fondamentale per spiegare ciò che noi siblings
ci proponiamo di realizzare: disse infatti che “condividere
la propria esperienza può essere un modo per stare
meglio, e se noi stiamo meglio, stanno meglio anche i nostri
fratelli”. Grazie.
Torna
a "pubblicazioni e interventi" |