| |
Ada
e le sue sorelle
Ho 25 anni e ho appena scoperto
di avere una sorella con sindrome di Down. Solo da pochi
mesi, infatti, ho cominciato ad avvicinarmi a Giulia e al
suo mondo, che fino ad allora avevo guardato, ma solo da
lontano. Riflettendoci, mi rendo conto di aver sempre pensato
che Giulia preferisse la compagnia di mia sorella Carla
alla mia; quando tornava da scuola correva subito a salutarla,
ed era a lei che dava la buonanotte prima di andare a dormire;
a lei chiedeva di essere accompagnata al cinema, con lei
ascoltava la musica e guardava la televisione. In poche
parole, Giulia sembrava non interessarsi a me e non considerarmi
affatto, anche quando,un po’ per dispiacere, un po’(lo
confesso) per gelosia, tentavo di "comprarmela"
con regali e dolciumi vari.
Niente da fare. Giulia continuava a non incularmisi di pezza.
Fu così che anch’io cominciai a fare lo stesso
con lei: non l’accompagnavo mai alle feste, a lezione
di pianoforte, agli scout o ad ippoterapia. "E’
down, nemmeno se ne accorge e le sto pure sul cazzo"
dicevo tra me e me "e poi se proprio ci tiene lo chiedesse
a Carla, che tanto è la sua sorella preferita".
Evidentemente mi sfuggiva un particolare che, seppure enorme,
non riuscivo a focalizzare: non era Giulia a non filare
me, ma ero io a non filare lei, né prima, quando
tentavo di accattivarmela favorendo l’insorgenza della
carie, né poi, quando reagivo stizzita di fronte
alla sua comprensibile indifferenza. Per questo mio atteggiamento
potrei addurre mille giustificazioni diverse (una delusione
d’amore, la morte di mio padre, gli impegni universitari,
Giulia stessa che sembrava non sopportarmi) ma dentro di
me so che la risposta è un’altra ed è
molto più semplice: ero solo un po’ stronza
e Giulia se ne era accorta.
Così, grazie a lei, me ne sono accorta anch’io.
Da quel momento in poi il nostro rapporto è decisamente
cambiato. Ora mi cerca perché sono io a cercare lei,
perché tutto quello che faccio non è un trucco
per attirare la sua attenzione, ma è semplicemente
ciò che ho realmente voglia di fare; perché
adesso so che anche per lei esistono delle cose importanti,
che messe tutte insieme fanno non solo la sua vita, ma anche
la mia.
Rifletto sul fatto di aver impiegato così tanto tempo
per capire ciò che Giulia aveva intuito molto prima
di me: "Non si vede bene che col cuore" dice il
Piccolo principe "L’essenziale è invisibile
agli occhi". Giulia tutto questo ha saputo non solo
capirlo ma anche insegnarmelo. Questo insegnamento, se da
una parte mi dà molta gioia, dall’altra mi
rende anche molto triste. Io posso arricchirmi tutti i giorni
attraverso una elaborazione più complessa e quindi
più completa di tutte le esperienze che la vita mi
offre, compreso il mio rapporto con lei. Giulia non riesce
a fare altrettanto, con la paradossale conseguenza che,
ancora una volta, è molto più quello che io
riesco a prendere da lei rispetto a quello che lei riesce
a prendere da me. Non sono stata insomma più fortunata
di lei soltanto nell’assemblaggio cromosomico,(il
che mi consente di vivere delle esperienze che a Giulia
sono precluse) ma continuo ad esserlo anche tutte le volte
in cui è proprio lei a farmi diventare una persona
migliore.
Sta di fatto che, ipocrisie a parte, non credo a chi mi
dice che Giulia è un cuor contento e che è
felice così com’è. Potendo scegliere,
sceglierei di nuovo di nascere Ada, per leggere un libro
di Proust, guardare un film di Pasolini e fare l’amore
col mio ragazzo. E non mi sento in colpa di pensarlo, anche
se so che senza Giulia non vivrei tutto questo con la stessa
pienezza.
La vita è proprio strana........
Ada
7 marzo 2003
Ritorna
a "la nostra esperienza" |