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Note a margine di V. Coppola, Siblings adolescenti di persone diversamente abili: proposta di gruppo omogeneo, Edizioni Scientifiche Italiane, Napoli, 2007

di Federico Girelli

Quando noi del Gruppo Siblings venimmo a sapere che era stato pubblicato il libro di Valeria Coppola fummo ben lieti di poter verificare che ci fossero persone dedite allo studio di temi a noi cari. La lettura del testo però ha purtroppo deluso le nostre aspettative. Sulla “proposta di gruppo omogeneo” nulla diciamo: gli psicologi valuteranno sul piano tecnico la bontà della proposta. Circa, invece, quanto scritto sul Gruppo Siblings, ci sentiamo (anche in dovere) di fare qualche considerazione.

Già a pagina 6 si legge “in Italia questo genere di gruppo è solo a livello virtuale, cioè i fratelli (anzi siblings come parla il sito) dialogano e interagiscono tramite una mailing list”. Va detto in proposito (come da noi sempre chiarito in tutte le sedi) che la nostra mailing list, cui possono partecipare solo ed esclusivamente fratelli di persone con disabilità, è uno spazio creato per tenersi in contatto e, se si vuole, anche per raccontarsi (a dispetto delle distanze geografiche) sempre nel rispetto della sensibilità altrui (a tutti, ferma l'assenza di filtri, vengono rese note al momento di richiesta di iscrizione alla mailing list le "condizioni" di ingresso e di permanenza, ispirate appunto al reciproco rispetto).

L’opportunità autentica di raccontarsi oppure di ascoltare il vissuto altrui è data alle sorelle ed ai fratelli di persone con disabilità, che lo desiderino, in particolare all'interno dei gruppi di auto mutuo aiuto. Insomma la mailing list non è un gruppo di auto muto aiuto, che in quanto tale per funzionare abbisogna della presenza fisica dei partecipanti.

Alla pagina 117 ancora si parla di “gruppo di auto aiuto on line” e soprattutto della possibilità di accedere alla mailing list quale “osservatore esterno” (cui si fa riferimento anche alla nota 39, pagg. 118-119): sull’auto mutuo aiuto on line già abbiamo detto; circa l’accesso alla mailing list quale “osservatore esterno” dobbiamo ricordare che sempre quando genitori (magari di siblings piccoli) od operatori ci hanno chiesto di poter entrare nella mailing list sempre e gentilmente abbiamo risposto negativamente alla richiesta proprio perché la mailing list è una mailing list di fratelli e per i fratelli.

La forza dell’iniziativa sta proprio nell’assicurare ai partecipanti la condivisione con chi si trova “sulla stessa barca” ed anche l’assoluta riservatezza.

Seppure in forma anonima le mail citate alle pagine 118 e 119 non potevano (rectius non dovevano) essere pubblicate senza l’esplicito consenso di chi le aveva scritte. L’esistenza stessa del sito web (come anche, ad esempio, proprio la collaborazione che abbiamo dato e diamo ai laureandi su loro richiesta) è la prova della nostra volontà di condividere il nostro patrimonio di conoscenza e di esperienza accumulato nel corso degli anni, ma quanto si dice nella mailing list senza esplicita autorizzazione dei diretti interessati non deve uscire dalla mailing list. Del resto nel sito c’è un’apposita sezione “La nostra esperienza” ove, grazie all’espressa volontà degli autori, sono pubblicate numerose mail, tratte appunto dalla mailing list.

Va poi detto che il Gruppo Siblings (come da noi sempre chiarito in tutte le sedi) si rivolge in special modo a Siblings adulti, almeno maggiorenni. Ammesso e non concesso che in passato sia stata fatta qualche eccezione, e nel caso certamente solo dopo attenta e ponderatissima valutazione, le uniche due eccezioni, in quanto tali quindi per nulla indicative dell’attività del Gruppo Siblings, sarebbero proprio quelle relative alle mail citate alle pagine 118 e 119.

Abbiamo più volte discusso della posizione dei Siblings minorenni ed anche di come poter dare loro un qualche supporto (e provando magari ad immaginare ed implementare una qualche vigilatissima esperienza); allo stato però i gruppi di auto mutuo aiuto, da noi promossi, vedono la partecipazione in particolare di fratelli adulti, che cioè siano almeno maggiorenni o vicini alla maggiore età, data la delicatezza dei temi trattati.

Riteniamo, infatti, che un’esperienza di questo tipo rivolta a persone molto giovani debba essere guidata da tecnici, psicologi, da coloro che hanno una preparazione professionale adeguata a supportare il confronto fra Siblings molto giovani. Insomma, in buona sostanza, così come ai gruppi anche alla mailing list accedono Siblings almeno maggiorenni.

Nella bibliografia del libro, per la verità, si nota qualche “svista”, che forse noi in particolare cogliamo in quanto si tratta proprio di opere indicate nella bibliografia del nostro sito. Di Valtolina è citato solo il lavoro del 2000 e non anche quello monografico del 2004, dedicato in modo specifico al rapporto tra fratelli, G. G. Valtolina, L'altro fratello. Relazione fraterna e disabilità, Franco Angeli, Milano, 2004; nemmeno viene citato R. Piperno (a cura di), Segnali da un mondo sommerso: essere fratelli di ragazzi con problemi, Atti della giornata di sensibilizzazione, Roma 25 febbraio 2005, Edizioni CCSC, Roma, 2006. I lavori di Anna Zambon Hobart vengono così citati: “Zambon H.A.”; in proposito non si può non osservare che “Hobart” è il cognome da sposata della dottoressa Anna Zambon, mentre la citazione, così come scritta, sembra invece lasciar intendere che “H.” sia l’iniziale di un presunto secondo nome della dottoressa.

L’auspicio è che queste dovute precisazioni sul modus operandi del Gruppo Siblings rappresentino uno stimolo per continuare a studiare ed approfondire con rigore la posizione delle sorelle e dei fratelli delle persone con disabilità.

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