Modalità di avviamento di un gruppo di auto mutuo aiuto

MODALITA’ DI AVVIAMENTO E DI GESTIONE DI GRUPPI DI AUTO MUTUO AIUTO PER SORELLE E FRATELLI ADULTI DI PERSONE CON DISABILITÀ PROMOSSI DAL COMITATO SIBLINGS – ONLUS Partecipanti

  • Chi può partecipare ai gruppi?? I gruppi di a.m.a. promossi dal Comitato Siblings – Onlus sono formati esclusivamente da fratelli e sorelle di persone con disabilità
  • E’ possibile portare con sé amici o familiari? No. La presenza di chi non vive la stessa condizione infatti potrebbe inibire la spontaneità degli interventi. Non sono ammesse eccezioni.
  • Quale età possono avere i partecipanti? Poiché il nostro modello di a.m.a. prevede un confronto autonomo e consapevole, i partecipanti devono avere dai 18 anni in su. Sono possibili eccezioni (comunque non inferiori ai 16 anni), valutate di volta in volta dal facilitatore d’intesa con i supervisori.
  • Vi è un numero minimo o massimo di partecipanti? Sì. Solitamente un gruppo è formato da un minimo di 5 a un massimo di 8 partecipanti. Sono possibili eccezioni, valutate dal facilitatore d’intesa con i supervisori in base alla capacità del gruppo di mantenere un’interlocuzione rispettosa e non prevaricante anche con un numero di presenze inferiore a 5 o superiore a 8.
  • In che modo i partecipanti possono favorire il corretto svolgimento degli incontri? Tutti i partecipanti devono aiutarsi a rispettare le regole di base del confronto “siblinghiano”.

Luogo

  • Dove avvengono gli incontri? Solitamente gli incontri avvengono nella casa privata dei partecipanti che la mettono a disposizione. E’ preferibile, ma non indispensabile, la turnazione delle abitazioni. La scelta è lasciata ai partecipanti.

Tempi

  • Quanto dura un incontro? Un incontro dura preferibilmente un’ora e mezza da quando si comincia il giro delle presentazioni o, se questa fase è stata ormai superata, dal primo intervento. Nel caso in cui l’incontro sia particolarmente intenso, è possibile estenderlo fino a un massimo di due ore. E’ bene però non superare questo limite per evitare che la stanchezza nell’ascolto o l’esigenza di andare via siano fraintese come disinteresse o mancanza di rispetto. Il tema rimasto in sospeso potrà essere ripreso all’inizio dell’incontro successivo.
  • Vi è un numero minimo di incontri nella fase di avviamento? Sì. Nella fase di avviamento i partecipanti si impegnano a partecipare ad almeno tre incontri da effettuarsi, se possibile, con cadenza settimanale. L’impegno a partecipare ai primi tre incontri è previsto anche per ogni nuovo ingresso successivo alla fase di avviamento.
  • Dopo la fase di avviamento, con quale frequenza ci si incontra? Dopo i primi tre incontri il gruppo decide autonomamente se e come andare avanti. Di solito si prosegue con cadenza mensile.
  • In quale giorno della settimana è meglio incontrarsi? Un giorno vale l’altro purché si tenga conto delle esigenze di ogni partecipante.
  • Come vengono stabilite le date degli incontri? I tre incontri di avviamento sono fissati dal facilitatore fin dall’inizio in base alle esigenze di ogni partecipante. Per quelli successivi la data viene decisa alla fine di ciascun incontro o nei giorni seguenti.
  • Il gruppo ha una durata massima? No. Il gruppo prosegue fin quando vi è un numero sufficiente di partecipanti che vogliono incontrarsi.

Regole di interlocuzione all’interno e al di fuori del gruppo

  • I partecipanti si impegnano ad un ascolto attento e rispettoso
  • I partecipanti si impegnano a parlare prevalentemente di sé in quanto fratello o sorella di persona con disabilità
  • Quando si parla del proprio fratello o della propria sorella con disabilità ci si deve sforzare di precisare cosa significa per sé in quanto fratello di persona con disabilità. Solo così infatti si potrà essere di aiuto a se stessi e agli altri.
  • I partecipanti si impegnano alla massima riservatezza su ciò che si dice durante gli incontri
  • I partecipanti si impegnano a tenere un atteggiamento costruttivo e collaborativo durante gli incontri e nella fase organizzativa

Il facilitatore

  • Chi è il “facilitatore”? E’ colui che avvia il gruppo nella fase iniziale e organizza gli incontri in quella successiva.
  • Chi può svolgere la funzione di facilitatore? In base alla modalità peer-to-peer (“da pari a pari”) adottata dal Comitato Siblings – Onlus, il facilitatore deve essere necessariamente una sorella o un fratello di persona con disabilità.
  • Deve essere un “tecnico” (psicologo, assistente sociale, educatore professionale, ecc.)? No. I gruppi di a.m.a. promossi dal Comitato Siblings – Onlus non prevedono la figura di uno specialista. Il facilitatore è “unus inter pares”. Qualora il facilitatore possegga competenze tecniche per il proprio percorso lavorativo o culturale, è tenuto a non farle valere né durante gli incontri né durante la fase organizzativa.
  • Deve avere particolari requisiti? Sì. Il facilitatore deve avere i seguenti requisiti:
    • deve essere motivato
    • deve possedere doti di moderatore, ovvero deve saper favorire un’interlocuzione equa ed equilibrata
    • deve aver già partecipato ad un numero congruo di incontri e/o aver superato la fase di formazione curata dai supervisori
    • deve aver maturato la capacità di affrontare le tematiche basilari dell’a.m.a. siblinghiano con sufficiente capacità di autocontrollo
    • deve ricordarsi di essere “unus inter pares”
  • Quali sono le sue funzioni? Il facilitatore deve svolgere le seguenti funzioni:
    • curare la fase di avviamento e organizzare gli incontri successivi sulla base delle esigenze di tutti i partecipanti
    • favorire la conversazione tra i partecipanti suggerendo opportuni spunti tematici
    • quando necessario, specialmente nei primi incontri, ricordare ai partecipanti le regole basilari del confronto “siblinghiano”
    • coordinarsi con i supervisori durante la fase di avviamento e di autogestione affinché nel gruppo permanga un clima rispettoso della filosofia e delle regole di base dell’a.m.a. promosso dal Comitato Siblings – Onlus N.B. Il facilitatore è solo uno dei partecipanti. Ciò significa che il suo ruolo deve rimanere sullo sfondo. Poiché lo scopo dell’avviamento è far sì che il gruppo riesca ad autogestirsi e ad automoderarsi, dopo la fase di avviamento il facilitatore deve limitarsi ad organizzatore gli incontri e ciò può essere fatto, anche a turno, da uno qualunque dei partecipanti.

I supervisori

  • Chi sono i supervisori? I supervisori sono siblings di comprovata esperienza nell’a.m.a. che hanno il compito di monitorare periodicamente l’attività dei facilitatori e l’andamento dei gruppi di a.m.a. In particolare devono verificare che i gruppi seguano questo protocollo e si ispirino alla filosofia del Comitato Siblings – Onlus.

Se sei interessato a promuovere sul tuo territorio un gruppo di a.m.a. sul modello del Comitato Siblings – Onlus, inviaci un’email cliccando qui